Un bell'esempio di gesuitismo bilaterale
25/03/08
Dopo il resoconto dell'incontro tra ministero e sindacati, in realtà, i colleghi e le colleghe inidonei/e si sono preoccupati ancora di più del proprio futuro, che appare quanto mai appeso al filo della imprecisata volontà di un prossimo governo a emanare “ un provvedimento di legge per tranquillizzare i docenti inidonei sul fatto che, in assenza di concrete prospettive di ricollocazione, non ci sarà alcun licenziamento”.
Visto che sinora né il governo di centro sinistra né il governo di centro destra hanno mosso un dito per risolvere la questione, perché ora, all'improvviso dovrebbero farlo e su quali presupposti?
Nella sintesi dell'incontro che le stesse organizzazioni sindacali presenti hanno riportato, infatti, l'amministrazione propone come “soluzione” quella di fare 'pressioni formali' sulla Funzione Pubblica per attivare le procedure di mobilità intercompartimentale ( come se questa fosse la proposta del personale interessato), senza prendere invece in considerazione le richieste dei lavoratori e delle lavoratrici collocati fuori ruolo per motivi di salute ( che non sono certo quelle di fungere da “tappabuchi” quando, nelle sedi nazionali e territoriali del Ministero, a causa di scadenze burocratiche e di fronte ad una strutturale mancanza di organico, l'amministrazione pretenderebbe di utilizzare, peraltro in via temporanea, il personale inidoneo presso i propri uffici. Come è accaduto nell'Ufficio scolastico Provinciale di Roma ).
Dall'altro lato i Confederali, facendo finta di trovarsi altrove mentre si licenziava la Finanziaria 2008 e di non essere stati loro a siglare il nuovo Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro 2006/2009 (che, nell'art 17, comma 18 recita “ le disposizioni del presente articolo sono comunque adottate nel rispetto dell'art.35 della legge 27/12/ 2002, n.289 e successive modifiche”), cosa propongono? Un provvedimento di legge urgente per abolire il limite del 31 gennaio 2008 quale scadenza per la mobilità intercompartimentale, in modo da trovare quanto prima una collocazione lavorativa “adeguata” al personale in questione e su questo aprire un Contratto collettivo integrativo.
Una domanda sorge spontanea, ma perché i sindacati confederali, parte integrante del governo di centro-sinistra, non hanno messo in atto le lotte e le opportune strategie per trovare una soluzione mentre si lincenziava il testo della Finanziaria e durante l'intero anno e mezzo di governo del centro-sinistra? Sarebbe bastato un atto molto semplice, non riproporre l'art.35 della Finanziaria 2003, con la quale il governo Berlusconi ha inserito la famigerata scadenza del 31 gennaio 2007 come data entro la quale risolvere la questione “inidonei”. In fondo la Finanziaria è stata utilizzata da Fioroni per far passare riforme ben più complesse, senza dover utilizzare l'iter parlamentare previsto, il che avrebbe comportato tempi più lunghi ( anche se democraticamente più efficaci) come nel caso dell'innalzamento dell'obbligo d'istruzione a 16 anni. Adesso invece si reclama a viva voce un provvedimento di legge urgente per scavalcare l'ostacolo del 31 dicembre 2008 ( chiedendo così, en passant, il voto elettorale come garanzia ). Solo in questo modo, sostengono con ragionamento capzioso, si potrà trovare una collocazione lavorativa “adeguata”.
Ma il personale “inidoneo” una collocazione lavorativa adeguata, nella maggioranza dei casi, ce l'ha, occupando un posto in bilbioteca o nell'ammistrazione scolastica in compiti connessi alla didattica.
Diciamo piuttosto che li si vorrebbe rimuovere forzatamente dalla scuola: dalle bibiloteche perché si sostiene che su quei posti gravitano già docenti pagati su progetto approvato dai Collegi dei docenti ( preparandosi in realtà a cedere la competenza a personale esterno alle scuole). Così come, non potendoli occupare integralmente come personale ATA, si cerca di liberarsene perché non disponibili pienamente ad accettare tale ruolo.
Del resoconto non ci convince neppure la parte con la qualesi richiama alla necessità di riformulare il Contratto Integrativo Nazionale, fermo al 1997, perché non si chiariscono i presupposti di tale riformulazione e anzi, dietro alla richiesta si intravede la volontà, esplicitata in altri ambiti, di rivedere i profili professionali del personale inidoneo, in modo da rendere compatibile lo spostamento in altre amministrazioni. Oggi, infatti, tutto questo non è possibile perché il profilo professionale docente non è assimilabile con quello del personale presente nelle altre amministrazioni dello stato e proprio questo è uno degli ostacoli che impediscono la mobilità intercompartimentale.
Detto ciò, non ci pare neppure risolutiva la richiesta avanzata da alcuni di voler fare pressioni per ottenere una Graduatoria ad Esaurimento per gli inidonei. La stessa operazione, pur partendo da presupposti diversi, è stata compiuta con il personale precario, ma tale soluzione non garantisce nessuno. Innanzitutto perché si potrebbe trovare un escamotage attraverso cui trovare una data oltre la quale la graduatoria deve considerarsi esaurita e perciò l'eventuale personale ancora inserito non sarebbe garantito; in secondo luogo appare troppo corporativa una soluzione che garantisca gli/le inidonei/e che oggi si trovano in tale situazione e che potrebbero essevi inseriti/e, mentre il problema rimarrebbe tutto per il successivo personale collocato fuori ruolo per motivi di salute. Come ben sanno i/le colleghe/i in qualunque momento della propria esistenza ci si può trovare a fronteggiare un'emergenza di fronte alla quale solo una norma certa e uguale per tutte/i ci può tutelare.
Per questi motivi riteniamo che l'unica soluzione possibile sia il rifiuto dell'art.35 della Finanziaria del 2003 e di tutte le sue successive reiterazioni e rimandi. Di conseguenza si richiede che :
i docenti inidonei rimangano (se lo vogliono) sui posti che loro competono, senza soluzioni alchemiche di alcun tipo;
che in ognuna delle istituzioni scolastiche esistenti sia prevista l'istituzione di una biblioteca ( o multimedioteca che sia) e l'inserimento di una unità di personale inidoneo ( oltre il quale possa essere presente, se c'è, un/una docente incaricato/a su progetto del collegio dei docenti, ma non sia dato il caso che in presenza di un/una docente dell'istituto su progetto non sia possibile avere un/una collega inidoneo/a. Le due funzioni sono infatti diverse, per la temporaneità della funzione di un docente su 'progetto' rispetto all'orario di lavoro continuativo del docente inidoneo). In questo modo rimarrebbero addirittura scoperti oltre 5.000 posti, essendo 10.500 circa le istituzioni scolastiche e 5.000 circa gli/le “inidonei” attuali;
che agli/alle insegnanti utilizzati/e in altri compiti diversi da quelli di bibliotecario/a, sia comunque riconosciuto il diritto di svolgere esclusivamente compiti connessi alla didattica ( così come da sentenza della Corte di Cassazione);
che agli/alle insegnanti collocati/e fuori ruolo per motivi di salute siano riconosciuti pienamente i diritti degli/delle altre colleghi/e, come la possibilità di partecipare alle attività Collegiali.
Note: dal sito Cobas Scuola
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